Gualtiero Marchesi, il bello puro e il vero buono

C’era Gualtiero Marchesi a presentare il suo libro. Anzi, il suo, di Nicola Salvatore e Aldo Spoldi, due insegnanti e artisti dell’Accademia di belle arti di Brera.

Ovvio che mi interessa, ovvio che decido di stravolgere i miei programmi per andare.  Il titolo? “Il Bello è il buono” (Skira, Milano, 2009), ispirato ad un commento di Paola, la figlia di Marchesi, che a sua volta rimanda alla filosofia antica, dove bello, vero e buono stanno in compagnia.

L’intento dei tre, dicono, è quello di unire le riflessioni per creare l’identità di un insegnante ideale. “Come in una corporazione, dipingere, pensare e cucinare si arricchiscono a vicenda stando assieme, in un’identità unica”.

E’ stato un appuntamento gradevole. Più che parlare del libro, però, voglio solo trascrivere, così come sono, alcuni appunti che ho preso, alcune frasi e riflessioni del Maestro…

I ristoranti e l’alta cucina nascono insieme, e sono figli della rivoluzione francese

A proposito del legame bello – buono, qualcuno gli ricorda il suo risotto all’oro e lui provocatoriamente

Lo stomaco è la sede dell’anima ma soprattutto della salute, l’oro fa bene a un sacco di cose. Ai reumatismi per esempio…

Io cerco sempre un’idea

A proposito del rapporto vino – cibo

Mangiando si può bere, ma degustando non si può bere

Per degustare ci vuole competenza e intelligenza

Ipse dixit…

Assaggiatore seriale dal volto umano, ama tutti gli alcolici indistintamente ma è ricambiato soprattutto dal vino. Nei ritagli di tempo frequenta ristoranti che non può permettersi.