Nossiter, il regista di Mondovino, ora è ottimista…

I due tizi piuttosto strambi qui sopra sono il sottoscritto e Jonathan Nossiter, regista del chiacchieratissimo Mondovino (si lo so, nessuno dei due è venuto un granchè. Comunque lui è quello a destra).

Ricordate? Quel film-documetario dove alcuni produttori big di casa nostra fanno la figura dei babbei, la malvasia di Bosa di Columbu diventa la pietra filosofale e Michel Rolland al telefono ordina a tutti di microossigenare… Ah, e dove si sostiene anche che il vino è morto, tanto per non sparare sentenze definitive.

Ho incontrato Nossiter a Bologna, durante le giornate di Slow Food on Film (a proposito, se volete qui c’è anche uno scambio di battute con Carlo Petrini e il regista Ermanno Olmi). Mi ha detto che ora è ottimista sul futuro del vino,  che il viaggio in Italia gli ha fatto scoprire una rivoluzione in corso, quella dei piccoli produttori artigianali che dicono no! No al sistema globale, no alle politiche repressive. Dice che questi produttori stanno mettendo in atto un grande gesto di sincerità verso la storia dei loro vini e soprattutto verso chi li beve.

Mi ha detto di essere ottimista anche se “il vino cinico che domina il mercato è il riflesso di una società malata”…

Assaggiatore seriale dal volto umano, ama tutti gli alcolici indistintamente ma è ricambiato soprattutto dal vino. Nei ritagli di tempo frequenta ristoranti che non può permettersi.