Il farmer’s market va al supermercato…

Mettere insieme farmer’s market e supermercato è un po’ come accostare il diavolo e l’acqua santa.

Almeno così la pensa Wendell Berry (vedi qui in una mia intervista), il contadino – poeta del Kentucky, diventato la guida spirituale e materiale dei così detti mercati dei contadini e della ormai arcinota (e già abusata…) filosofia del “Km zero”. “Mangiare è un atto agricolo”, va ripetendo il nostro, e da qui deve partire ogni riflessione.

Lasciando stare per un attimo la paternità di questa modalità di vendita (sinceramente stento a trovare differenze abissali con i mercati tradizionali italiani, quelli della vendita diretta e stagionale), quel che di buono c’è in tutto questo movimento è l’analisi critica dell’attuale sistema produttivo e distributivo, con i naturali risvolti sul piano dei prezzi, della salubrità e stagionalità dei prodotti, della tutela ambientale nel suo complesso. E di un approccio più consapevole al cibo.

Divertente e provocante mi è sembrata, per tutti questi motivi, l’iniziativa di un supermercato alle porte di Perugia (via Van Marle, 1- loc. San Marco, tel. 07542751) . I Farmer’s market sono un pericolo per la distribuzione organizzata? E io me li metto in casa, anzi nel parcheggio del mio negozio. Tutti i martedì, dai ieri, sarà possibile comprare carote, insalata, zucchine e via dicendo in questo mercato che sta a braccetto col… supermercato. Se non puoi sconfiggerli unisciti a loro, viene da pensare. E a giudicare dalla qualità, i prezzi, l’interesse e il grado di soddisfazione dei clienti, pare proprio una strategia azzeccata. Vedremo se funzionerà, se il lupo e l’agnello potranno convivere, se l’uno sbranerà l’altro o se magari daranno vita ad una nuova specie…

Il manifesto del contadino impazzito

di Wendell Berry

Amate pure il guadagno facile,
l’aumento annuale di stipendio, le ferie pagate.
Chiedete più cose prefabbricate,
abbiate paura di conoscere i vostri prossimi e di morire.
Quando vi vorranno far comprare qualcosa
vi chiameranno.
Quando vi vorranno far morire per il profitto,
ve lo faranno sapere.

Ma tu, amico,
ogni giorno fa qualcosa che non possa essere misurato.
Ama la vita. Ama la terra.
Conta su quello che hai e resta povero.
Ama chi non se lo merita.
Non ti fidare del governo, di nessun governo.
E abbraccia gli esseri umani:
nel tuo rapporto con ciascuno di loro riponi la tua speranza politica.

Approva nella natura quello che non capisci,
perché ciò che l’uomo non ha compreso non ha distrutto.
Fai quelle domande che non hanno risposta.
Investi nel millennio… pianta sequoie.
Sostieni che il tuo raccolto principale è la foresta che non hai seminato,
e che non vivrai per raccogliere.
Poni la tua fiducia nei cinque centimetri di humus
Che crescono sotto gli alberi ogni mille anni.

Finché la donna non ha molto potere,
dai retta alla donna più che all’uomo.
Domandati se quello che fai
potrà soddisfare la donna che è contenta di avere un bambino.
Domandati se quello che fai
disturberà il sonno della donna vicina a partorire.
Vai con il tuo amore nei campi.
Risposati all’ombra.

Quando vedi che i generali e i politicanti
riescono a prevedere i movimenti del tuo pensiero,
abbandonalo.
Lascialo come un segnale della falsa pista,
quella che non hai preso.
Fai come la volpe, che lascia molte più tracce del necessario,
diverse nella direzione sbagliata.
Pratica la resurrezione.

Assaggiatore seriale dal volto umano, ama tutti gli alcolici indistintamente ma è ricambiato soprattutto dal vino. Nei ritagli di tempo frequenta ristoranti che non può permettersi.