Palazzo Seneca. Altissima cucina in Valnerina

Stavolta la famiglia Bianconi l’ha fatta grossa. E’ vero che sono sue molte delle strutture ricettive di Norcia, città simbolo  dei monti Sibillini in grado di attrarre un bel numero di visitatori, che vanta una tradizione ristorativa datata 1850 e che oggi è una realtà solidissima, tra le poche capaci di progetti di respiro internazionale.

Però quello che ha fatto del cinquecentesco Palazzo Seneca ha dell’incredibile. Una residenza fantastica, restaurata ed arradeta con gusto, eleganza e stile personalissimo. Oltre che con pezzi di alto artigianato, quasi tutti umbri. E se le ventiquattro camere fanno sognare, nelle segrete del palazzo un silenzio mistico avvolge le sale del benessere. Soffitti con volte a botte e crociera, antichi pavimenti in pietra fanno da cornice alla sala Sibilla, dove si viene per un massaggio, o alla sala della quiete, ideale per concedersi una tisana fatta con le erbe delle montagne circostanti.

Due i ristoranti principali della residenza. Il Lounge è un posto meraviglioso dove si servono piatti legati alla tradizione del territorio, seppure di grandissima finezza e spirito contemporaneo. Ci si siede su comodi poltrone e divani; d’estate anche all’aperto, nel delizioso giardino interno.

Il Vespasia libera l’anima più crativa dello chef Flavio Faedi (uno con belle esperieze alle spalle, di cui sono convinto sentiremo parlare in futuro – nella foto, al centro – ) e si propone da subito come uno dei migliori indirizzi della regione. Tra i pochi per cui vale la pena mettersi in viaggio. Qui i prodotti della Valnerina, anzi i migliori, finiscono per comporre piatti originali ma legati da un filo logico che li mette al centro di un percorso e di una chiara impostazione stilistica. Sapore, pulizia, leggerezza e divertimento. Eccola la cucina di Flavio, capace di far convivere nello stesso menu tartufo nero locale e foie gras, roveja e caviale russo…

Assaggiatore seriale dal volto umano, ama tutti gli alcolici indistintamente ma è ricambiato soprattutto dal vino. Nei ritagli di tempo frequenta ristoranti che non può permettersi.