Adamo Palecchi, maestro cantiniere

L’enologo, certo. Ma a che servono le consulenze se poi in cantina non c’è nessuno capace di condurre il quotidiano, di mettere in pratica i suoi consigli, di gestire le emergenze e magari dare anche quel tocco di personalità ai vini?

Ecco perchè la figura del cantiniere è così suggestiva, oltre che straordinariamente importante. E rara, pare, almeno a certi livelli, almeno se si considera l’esperienza. Che non si compra e che invce è indispensabile quando un dettaglio può cambiare le cose anche di molto.

E allora il premio di “Cantiniere dell’anno”, assegnato dal Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano  a Urano Carpini, cantiniere di Valdipiatta, mi ha fatto tornare alla mente uno dei personaggi più fascinosi e carismatici che abbia mai incontrato in questo strano mondo del vino. L’ho pensato perchè è stato il primo a vincere questo premio, perchè in una delle mie prime incursioni nelle cantine poliziane mi aveva stregato e perchè è stato il protagonista di uno dei video più divertenti che ho girato per winenews.tv (eccolo qui, se vi va di rivederlo…). Un personaggio d’altri tempi, coinvolgente e passionale, capace di far avvicinare al vino più di mille spot, ricerche di marketing, strategie commerciali o altre simili bestialità dei nostri tempi.

Chi è Adamo Palecchi

Nella città del Nobile Adamo è una specie di istituzione: cantiniere della Cantina Contucci dal 1961, ma in attività dal lontano 1953 (quando aveva 15 anni) si dedica da ormai cinquant’anni con costante passione al Vino Nobile, di cui riesce a comunicare agli altri l’essenza, l’anima, con grande trasporto. “Tutto è nato dalla curiosità, fui affascinato quando, passando davanti ad una cantina, mi fermai a guardare dei carri che trasportavano le bigonce con l’uva”, ricorda Adamo che deve tutto alla fortuna di aver avuto un “grande maestro che mi ha trasmesso la passione per questo lavoro e mi ha insegnato l’arte di fare il Vino Nobile secondo tradizione, come si faceva da sempre”.

Assaggiatore seriale dal volto umano, ama tutti gli alcolici indistintamente ma è ricambiato soprattutto dal vino. Nei ritagli di tempo frequenta ristoranti che non può permettersi.