Quattro volte Olmaia. Elogio della bevibilità

Eh, eh, eh… Fai bene a sorridere Moreno (nella foto) perchè le tue birre non sono solo buone, ma hanno personalità, uno stile preciso e leggibile che va al di la della tipologia, dove l’impronta del suo artefice si sente. Eccome se si sente!

Ora ho capito che vuoi dire quando racconti le tue esperienze con i diversi stili e dici che le belghe ti piacciono, ovviamente ti interessano, ma non ne riesci a bere più di qualche sorso. Capisco quando dici che a te la birra piace sul serio e le tue devono essere anzitutto in grado di farsi bere. Si fanno bere anche troppo, visto quante ne abbiamo bevute ieri sera. Tutte le tue etichette sono perfettamente riconoscibili, con quella freschezza che le rende godibili, quell’amaro calibrato e quella profondità aromatica che le mantiene sempre in un sinuoso equilibrio.

La “bevuta”…

PVK: eccola l’ultima nata in casa Olmaia, già diventata ricercatissima. Si caratterizza per l’uso di cereali crudi, non maltati (grano tenero, grano duro, orzo e avena; tutti della Val d’Orcia) e per l’aggiunta di spezie (pepe rosa, coriandolo e scorza d’arancia amara). Birra particolarissima e speziata, facile da bere e dal perfetto equilibrio anche per il finale poco amaro (a differenza delle altre). Se fosse un vino sarebbe un riesling della Mosella, tutto agrume e acidità.

La 5: è forse la birra più conosciuta e bevuta di tutta la gamma, Moreno sostiene anche quella più “ruffiana” ma su questo ci sarebbe da discutere. Certo l’impostazione è quella di una classica birra chiara ad alta fermentazione, ma la luppolatura che dona spigoli e amaro, ben bilanciato nel finale, i profumi che escono alla distanza e che la rendono perfettamente riconoscibile ne fanno un piccolo capolavoro. Da bere a secchi…

La 9: wow… cioè volevo dire.. wow… Eccola l’ambrata che ti aspetti, eccolo il crescendo alcolico e aromatico che cerchi a metà serata! I profumi sono intriganti e speziati (ma qui si va sullo scuro e sul piccante), il corpo ha ingresso pieno (c’è l’utilizzo di malto caramellato), deciso, avvolgente, bilanciato da un finale decisamente amarognolo che regala alternanze e chiaroscuri. Oltre che conversazioni folli…

BK: se non fosse una parola abusata che non vuol dire niente sosterrei deciso che siamo di fronte ad una birra da meditazione… Almeno io ci ho meditato… Ispirata alla tradizione irlandese è una scura lontanissima dall’essere pesante, anzi lo stile aziendale è rispettato da un corpo pieno e robusto ma anche profondo e dinamico. Imbarazzo della scelta sui profumi, giocati comunque su toni che spaziano dalla torrefazione alla liquirizia, dall’agrume scuro ad una lieve nota di cioccolato.

Moreno Ercolani, patron del birrificio Olmaia, in compagnia di David Vescovi, appassionato ed esperto di birre dell’Associazione Tipicamente

Assaggiatore seriale dal volto umano, ama tutti gli alcolici indistintamente ma è ricambiato soprattutto dal vino. Nei ritagli di tempo frequenta ristoranti che non può permettersi.