Centopassi. I vini che sconfiggono la mafia

Dall’Umbria alla Sicilia, da Foligno (lo scorso 25 aprile, giorno che celebra la vittoria della Resistenza) a Cinisi (il prossimo 9 maggio, anniversario dell’omicidio di Peppino Impastato).

Tanto per ricordare che la mafia, e dunque la lotta alla mafia, interessa ormai tutte le latitudini, ben oltre i classici confini geografici. Eccolo il tour per l’Italia organizzato da Libera, una colorata e rumorosa carovana di musica (capeggiata nelle varie tappe dai Modena City Ramblers), teatro di strada, giocoleria, poesia e gastronomia “resistente” grazie ai prodotti coltivati sui terreni confiscati alle mafie.
A Foligno per cominciare, dunque, e per dare un assaggio (in tutti i sensi…) di quel che sarà il tour, in un’atmosfera di festa, solidarietà, gioia di essere parte in causa. Tra i tanti prodotti delle cooperative Libera Terra, riuniti in un bel mercato, ho avuto modo di (ri)assaggiare i vini Centopassi (qui le parole del magistrato Giancarlo Caselli e del presidente di libera Don Luigi Ciotti, in una mia intervista il giorno della presentazione del progetto).
Vini che “profumano di legalità”, e tanto basterebbe per metterli in tavola o nella propria cantina. Ma il Centopassi Placido Rizzotto Catarratto 2008 ha anche qualcosa in più. Insomma, non solo un vino simbolico, ma un bianco espressivo, ben fatto, dai tratti freschi, di bellissima acidità e discreta struttura. Applausi ai ragazzi che gestiscono questa cooperativa, una trentina in tutto per circa 42 ettari di terreno, coltivati secondo i dettami dell’agricoltura biologica nell’Alto Belice Corleonese (PA). Il catarratto, in particolare, proviene dalle sabbie rossastre e fresche di Giabbascio.

“Se vogliamo costruirci un futuro, dobbiamo costruirlo con le nostre mani”. Placido Rizzotto

Assaggiatore seriale dal volto umano, ama tutti gli alcolici indistintamente ma è ricambiato soprattutto dal vino. Nei ritagli di tempo frequenta ristoranti che non può permettersi.