Cà Rugate Monte Fiorentine. Due annate, una piccola delusione

I Soave mi divertono e la garganega mi sembra una delle migliori uve bianche della tradizione italica. La metto nel filotto che comprende il verdicchio a Jesi e Matelica, il friulano (non azzardatevi a dire tocai…), greco e fiano in Irpinia, certi trebbiano abruzzesi e qualche vernaccia a S. Gimignano.

E poi il timorasso rispolverato da Walter Massa e qualcosa sull’Etna, visto l’esempio del carricante con cui Benanti fa il Pietramarina. Ma li è ancora presto e i casi troppo isolati per fare un bilancio. Lasciando stare per un attimo l’Alto Adige, che è materia complessa, dico che fuori da queste zone e questi vitigni c’è poco, almeno per il momento e si si escludono isolati exlpoit. Da queste uve ci si aspettano vini capaci di invecchiare per qualche anno, in modo da trovare in bottiglia la giusta complessità. Insomma, qualcosa in più rispetto al semplice paradigma frutto-freschezza-piacevolezza…

Ecco perché il Soave Classico Monte Fiorentine Cà Rugate mi ha un po’ deluso. Non che la cifra stilistica non sia chiara, non che il vino sia mal confezionato. Anzi. E’ solo che da un’etichetta considerata da molti tra le migliori della tipologia ci si aspetta qualcosa in più che un vino corretto e ben fatto. Un bianco pieno e piacevole, certo, che sembra però mancare di quella complessità, di quel dinamismo e di quell’articolazione che dovrebbe distinguere un grande vino che sfida il tempo. Certo l’annata che ho stappato, la calda 2007, non è forse la più indicata , però… Anche per questo ho subito voluto provare anche la 2006, che avrebbe dovuto essere in piena forma, semmai ancora indietro nella curva evolutiva. Macchè… Ne è uscito vino già “avanti”, dominato da note di frutta cotta e secca, dal palato dolciastro e con un’acidità scomposta. Sarà stata una bottiglia sfortunata?

Assaggiatore seriale dal volto umano, ama tutti gli alcolici indistintamente ma è ricambiato soprattutto dal vino. Nei ritagli di tempo frequenta ristoranti che non può permettersi.